← Tutti gli articoli
Metodo · 6 minuti

Come lavoro con gli agenti AI

Cosa delego agli agenti AI nello sviluppo software, cosa tengo per me e cosa cambia per chi mi affida un progetto.

Scrivo software da dieci anni e negli ultimi tempi il mio modo di lavorare è cambiato più che in tutti gli anni precedenti. Il motivo sono gli agenti AI: strumenti che non si limitano a suggerire una riga di codice, ma leggono un progetto intero, eseguono comandi, scrivono e modificano file, lanciano i test.

Visto che sempre più persone mi chiedono come li uso, e cosa cambia per chi lavora con me, provo a raccontarlo in modo concreto.

Cosa delego

Gli agenti sono bravissimi nelle attività in cui il tempo se ne va senza aggiungere valore. Nel mio lavoro sono soprattutto queste:

  • Orientarmi in una codebase che non conosco. Quando entro in un progetto esistente, un agente mi aiuta a ricostruire in poco tempo come sono collegati i pezzi, dove passano i dati, quali parti sono fragili. Prima servivano giorni di lettura.
  • Scrivere i test. Descrivo i casi da coprire, l’agente scrive i test, io li rileggo. Così oggi scrivo più test di prima.
  • Prime bozze di integrazioni. Collegare un’API esterna, preparare una migrazione di dati, scrivere il codice ripetitivo di un nuovo modulo. L’agente fa la bozza, io la porto alla forma finale.
  • Una seconda lettura. Prima di chiudere un lavoro chiedo a un agente di rileggere le modifiche cercando errori, casi limite, incoerenze. Trova cose che a fine giornata mi sarebbero sfuggite.

Cosa non delego

Ci sono decisioni che restano mie, sempre:

  • L’architettura. Come si divide il sistema, quali parti comunicano e come, cosa deve poter cambiare senza rompere il resto.
  • Il modello dei dati. È la decisione più difficile da correggere dopo. Un agente può proporre una struttura, ma deve tenerla in piedi qualcuno che ha capito il processo del cliente.
  • Cosa va in produzione. Ogni modifica che arriva agli utenti l’ho letta e capita io.
  • Le conversazioni con le persone. Capire come lavora davvero un ufficio, cosa c’è dietro una richiesta, quale problema vale la pena risolvere per primo.

Un agente produce codice molto in fretta. Proprio per questo serve qualcuno che sappia dove sta andando il progetto: altrimenti si fa solo più strada nella direzione sbagliata.

Cosa cambia per chi lavora con me

In pratica, tre cose.

Si arriva prima a qualcosa da provare. Le prime versioni di un modulo arrivano in meno tempo, quindi si può mettere il software davanti agli utenti presto e correggere la rotta finché costa poco.

Il tempo risparmiato va nelle parti importanti. Le ore che non passo a scrivere codice ripetitivo le uso per capire il processo, progettare i dati e controllare la qualità. Sono le parti che decidono se un sistema regge tra tre anni.

La qualità non scende. Test, revisione del codice e documentazione diventano più economici da fare, quindi si fanno di più.

E i dati dei clienti?

È la domanda giusta da fare, e la risposta va concordata progetto per progetto. Uso strumenti con condizioni chiare sull’uso dei dati, non passo agli agenti dati personali o documenti riservati dei clienti se non c’è un accordo esplicito, e lavoro con dati di prova ogni volta che è possibile. Se un’azienda ha regole interne più restrittive, mi adatto a quelle.

Cosa cambia per chi lavora con me

Gli agenti AI hanno spostato il mio tempo: scrivo meno codice a mano e passo più tempo a progettare e a controllare. Per chi mi affida un progetto significa arrivare prima al risultato, con un responsabile tecnico che sa spiegare ogni scelta fatta.


Vuoi capire se e come gli agenti AI possono accelerare un progetto della tua azienda? Parliamone in una call di 30 minuti. Prenota la call.